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Kiwanis Catania Centro - Anno Sociale 2015/2016

Kiwanis Catania Centro - Anno Sociale 2015/2016

 

 


 

Domenica 4 ottobre 2015

Passaggio della Campana

Al Kiwanis Catania Centro Passaggio della campana

Nel corso di una solenne cerimonia ha avuto luogo al Kiwanis Catania Centro il “passaggio della campana” tra il presidente uscente Corrado Sortino e il nuovo presidente Giuseppe Geremia. Presenti tra gli altri il luogotenente governatore Iganzio Mammino, il past presidente della federazione europea del Kiwanis Nicola Russo, il past governatore Giuseppe Spampinato, i past luogotenenti Alfio Privitera, Nuccio Spampianto, Filippo Lizzio, i rappresentanti di tutti i club della Divisione, autorità ed invitati. Il presidente Sortino ha dichiarato: “ Questo è un momento particolare per me e per il club. Quello trascorso è stato un anno esaltante, pieno di emozioni e di soddisfazioni. Abbiamo cercato insieme al direttivo di realizzare al meglio quello che ci eravamo proposti di fare. Questo è per me un momento di profonda tristezza, ma sono orgoglioso di quanto è stato realizzato. Far parte di un club prestigioso come il nostro è motivo di grande onore e gioia”. Sortino ha quindi fatto un breve escursus sui principali meeting realizzati come: “Ambiguità della bellezza”, “I diritti dell’infanzia”, “Esplorazione delle comete”, “Catania e provincia: crisi e rilancio”, la celebrazione del Centenario del Kiwanis International e il quarantennale del Kiwanis Catania Centro, il concentro di beneficenza a Natale e il concerto degli alunni dell’Istituto Brancati. Subito dopo il passaggio della campana il neopresidente Geremia si è detto lieto di essere stato eletto per la terza volta, in trent’anni di appartenenza al Kiwanis, presidente di un club che è un punto di riferimento in campo nazionale. “Non presenterò il mio programma perché desidero farlo approvare prima dal nuovo direttivo. Si tratta, comunque, di un programma piuttosto ardito, dove oltre ai normali meeting di routine, affronteremo il problema dell’incremento dei soci, soffermandoci più sulla qualità che sulla quantità, continueremo ad aiutare i bambini bisognosi, ci occuperemo dell’ambiente e dei problemi che interessano la comunità”. Ha chiuso gli interventi Mammino, asserendo che la “nostra Divisione è formata da 11 club, che godono di ottima salute, ma il Kiwanis Catania Centro, per anzianità e per prestigio, è un po’ il portabandiera dei nostri sodalizi. Per quanto attiene ai programmi della Divisione sono molto arditi e vanno dalla conclusione della lotta al tetano prenatale alla lotta alle epilessie in tutto il pianeta. Per questi ambiziosi programmi collaboriamo fattivamente con l’Unicef”. Dopo avere rivolto un vivo ringraziamento al dott. Sortino per la lodevole attività svolta, Mammino ha augurato al neopresidente Geremia il raggiungimento di ulteriori apprezzabili successi. “LA SICILIA” del 21 ottobre 2015 (Antonio Di Paola).


Lunedì 26 Ottobre 2015

Conferenza: Le nuove frontiere del lavoro in Sicilia.

Il dramma dei giovani in cerca di lavoro

Un incontro particolarmente interessante sulla disoccupazione giovanile si è tenuto a cura del Kiwanis Catania Centro con la partecipazione del prof. Rosario Faraci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese del nostro ateneo, del prof. Renato D’Amico, Ordinario di Scienza dell’Amministrazione del nostro ateneo e dell’avv. Angelo Villari, Assessore al Welfare del nostro Comune. Al meeting erano presenti: il Luogotenente Governatore dott. Ignazio Mammino, il Past Direttore Europeo Kiwanis dott. Nicola Russo, i rappresentanti di tutti i club della provincia soci e invitati. Il Presidente del Kiwanis Centro dott. Giuseppe Geremia ha dichiarato: “Sono particolarmente appagato di iniziare il nostro anno sociale con un argomento di grande interesse che coinvolge i giovani e le loro famiglie. L’attenzione del club è da sempre rivolta al sostegno dei bambini, dei giovani e a quelle fasce di persone bisognose di cure, alimenti e calore umano”. Il prof. Faraci nella sua dotta relazione si è chiesto: “La colpa della disoccupazione giovanile è della crisi? O dei politici? O ancora degli eventi mondiali?”. Un po’ tutti hanno contribuito a questo catastrofico evento. Per l’oratore la recessione ha avuto un riscontro disastroso nel tessuto delle imprese che si sono indebitate e molte di queste hanno chiuso i battenti definitivamente. La disoccupazione giovanile in Sicilia è del 21%. Quali possibili soluzioni? Il nostro ateneo ha realizzato la Start Cup(dall’inglese: avviamento, creare, fondare) una iniziativa che aiuta i giovani con idee imprenditoriali innovative ed originali, a fare impresa. L’iniziativa è aperta a tutti i giovani, con o senza titolo di studio, che partecipano a una gara e i migliori progetti vengono premiati. Per Faraci andare all’estero non è il problema risolutivo per i giovani. Andare all’estero e tornare con un bagaglio di nuove conoscenze acquisite è cosa particolarmente utile. Il prof. D’Amico ha fatto un interessante excursus sul tessuto economico italiano che fa acqua da tutte le parti, sulla politica che è riuscita a farsi odiare dai cittadini, sulla corruzione che investe gran parte delle nostre istituzioni, sui finanziamenti europei che non vengono spesi. In poche parole: manca nella nostra società la legalità. La mancanza di legalità produce nelle imprese un danno spaventoso. La società deve ritornare a essere comunità ed eliminare questa cancrena che è la illegalità. L’assessore Villari si è detto compiaciuto per le relazioni ed ha ricordato che vi sono imprese che si sono arricchite con la speculazione, mentre tante altre sono inesorabilmente fallite. In quest’ultimo decennio si è determinata una condizione di povertà in ogni settore della società. E’ necessario fare squadra per cercare di realizzare qualcosa di utile. Nella nostra città- ha dichiarato- un giovane su due è disoccupato. Ha concluso il dott. Mammino che ha avuto parole di elogio sia per gli organizzatori che per i relatori dell’incontro. Si sono avuti due interessanti interventi: uno dell’imprenditore dott. Iosto Palumbo che dopo anni di attesa ha ottenuto la licenza di poter esportare i tarocchi siciliani in Brasile, ma chiede un aiuto per il trasporto; l’altro dell’ing. Enzo Costanzo il quale ha ricordato che il governo ha speso quindici miliardi per l’Expo e non vuole realizzare il Ponte sullo Stretto che costerebbe sei miliardi e darebbe lavoro a migliaia di persone."LA SICILIA" del 16 novembre 2015 (Antonio Di Paola).


Domenica 22 novembre 2015

Conferenza: Gli Ufo di Scotland Yard e il caso della foresta di Rendlesham.

Eterno mistero sull’esistenza degli Ufo

Periodicamente si sente parlare di Ufo, di velivoli che sorvolano o addirittura atterrano sulla terra con omini dai volti strani: in pratica quelli che normalmente vengono identificati come extraterrestri. Ma esistono realmente gli Ufo e i suoi piloti? Molti sono scettici, ma parecchi sono dell’avviso che questi straordinari oggetti volanti sono una realtà indiscussa. Organizzato dal Centro Ufologico Siciliano, e col patrocinio del Kiwanis Catania Centro, del Lions Catania Faro Biscari e del periodico Globus, ha avuto luogo un incontro con l’ex ispettore di Scotland Yard Gary Heseltine che è stato testimone sul caso di Rendlesham Forest, considerato uno dei più famosi eventi Ufo avvenuti nel Regno Unito del quale si conosce molto, ma un fascicolo sul caso è ancora segretato dal Ministero della Difesa di Gran Bretagna e che dovrebbe essere reso pubblico nel marzo 2016. Dopo i saluti del vice presidente del Kiwanis dott. Carmelo Basso, del Luogotenente Governatore Kiwanis dott. Ignazio Mammino, del presidente del Lions Faro Biscari rag. Salvo Cristaudo e del direttore di Globus Magazine dott. Enzo Stroscio, ha preso la parola il presidente del Centro Ufologico Siciliano dott. Attilio Consolante che si è detto lieto di presentare un poliziotto di Scotland Yard che è stato testimone dell’evento straordinario accaduto nel 1980 in Inghilterra. Secondo Heseltine, oggi editore di Ufo Truth Magazine, la sera del 27 dicembre 1980 si è verificato l’atterraggio, nella foresta di Rendlesham, sede della Raf, di un velivolo di origine ignota con equipaggio. Gli ospiti del velivolo, secondo i rapporti ufficiali, erano alti un metro e mezzo e sono state registrate delle frasi, con timbro elettronico, in lingua inglese e avevano le mani con tre dita e un pollice opponibile. Il nostro poliziotto si è avvicinato a questo velivolo e toccandolo gli è sembrato levigato come vetro ed emanava una luce accecante. Una pattuglia militare, avvicinatosi in una radura, nota un oggetto di forma triangolare (con lati di tre metri) che improvvisamente si è alzato da terra ed è partito a grandissima velocità. Successive indagini rilevarono sul terreno, dove aveva sostato l’Ufo, radiazioni fuori dalla norma. Questi fenomeni si sono ripetuti nella zona per altri due giorni. Come dicevamo, soltanto nel marzo del prossimo anno, dai documenti ufficiali in possesso del Ministero della Difesa inglese, si potranno chiarire molti punti sull’evento che ancora oggi sono tutt’altro che chiari. E’ seguito un interessante dibattito. “LA SICILIA” del 30 novembre 2015 (Antonio Di Paola).


Sabato 28 novembre 2015

Conferenza: “Obesità infantile e nell’adulto: gli errori da non commettere”.

I problemi dell’obesità dibattuti al Kiwanis Catania Centro

L’obesità e il sovrappeso sono malattie della società moderna e in particolare dei paesi in cui si vive agiatamente. In occasione dell’anniversario della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e degli adolescenti, il Kiwanis Catania Centro ha realizzato un incontro col prof. Ernesto Geremia, Biologo e Nutrizionista che con la sua relazione ha affascinato il numeroso uditorio presente. Per il prof. Geremia in Italia gli obesi e i sovrappesi sono oltre un milione. In Sicilia il 25% della popolazione è obesa o in sovrappeso. Bisogna stare attenti perché la “salute” ci sta lentamente uccidendo. L’obesità accorcia la vita e porta il nostro organismo a contrarre le seguenti possibili malattie: diabete, riflusso esofageo, sindrome del fegato grasso, ipertensione, coronaropatie, ictus, apnea notturna con sonnolenza durante il giorno, osteoartrite, disturbi alla cistifellea e aumenta la probabilità di contrarre tumori. Gran parte dei cibi che mangiamo contengono prodotti che danneggiano inevitabilmente il nostro organismo. Spesso l’obeso sceglie di fare una dieta “fai da te”. Mangiando meno evidentemente il suo peso corporeo diminuisce, ma soltanto per poco tempo. Infatti l’organismo reagisce e l’obeso riprende i chili che aveva prima della dieta, e addirittura aumenta il suo peso. Non bisogna credere alle cure miracolose propagandate in TV. La dieta deve essere fatta con criterio e accompagnata da attività fisica aerobica per sostenere il metabolismo basale. Geremia ha fatto, quindi, una dettagliata analisi dei cibi calorici e supercalorici, degli elementi da evitare e quelli che possono essere utilizzati normalmente. L’oratore ha illustrato, con delle diapositive esplicative, la struttura interna del nostro corpo soffermandosi in particolare sulle masse grasse e masse muscolari. “Limitare al massimo cibi ricchi di glucosio, fruttosio e saccarosio nel corso del consumo giornaliero dei nostri pasti – ha concluso – deve essere il nostro credo”. Il Luogotenente Governatore Dott. Ignazio Mammino ha ringraziato il Club per l’organizzazione e il prof. Geremia per la dotta relazione. “LA SICILIA” del 15 dicembre 2015 (Antonio Di Paola).


Venerdì 11 dicembre 2015

Conferenza: “Catania, la Milano del Sud: cronaca e storia di quella leggenda”.

Catania Milano del Sud storia di una leggenda

Negli anni Cinquanta la nostra città veniva considerata come la Milano del Sud; questa definizione è ancora valida? Assolutamente no. Nel corso di un affollato incontro, organizzato dal Kiwanis Catania Centro, l’on. Enzo Trantino ha tenuto una conferenza dal titolo: “Catania, la Milano del Sud: cronaca e storia di quella leggenda”. Il presidente del Club dott. Giuseppe Geremia, nel ringraziare Trantino, ha ricordato che il relatore è stato ben otto legislature deputato a Montecitorio, dove ha avuto incarichi di alto prestigio, non ultimo quello di Sottosegretario agli Esteri col governo Berlusconi. “L’on. Trantino – ha dichiarato – oltre ad essere il principe del foro etneo, è stato presidente molto apprezzato del nostro sodalizio”. Trantino ha fatto un appassionato e molto gradito revival della Catania che non c’è più. “Il catanese – ha dichiarato – non ha cambiato pelle; è la città che ha cambiato indirizzo, divenuta irriconoscibile in peggio”. L’oratore ha ricordato che Catania, città dell’accoglienza, nel passato è stata la prima città della Sicilia con una zona industriale invidiabile, un commercio fiorente, una agricoltura florida, grande produttrice di agrumi, amministratori di valore, uomini come Brancati, Vittorini, Villaroel, Patti, Manganuco che hanno dato alla città il blasone, lo sport primeggiava, le strade venivano annaffiate con acque profumate. Oggi Catania è diventata una città irriconoscibile. Trantino ha ricordato che all’epoca la città vantava ben cinque quotidiani (Milano ne aveva soltanto quattro), l’Ercole catanese Enrico Murabito, il geniale ing. “Cappadue”, i poeti di strada Giacomo Tavola e Bucchieri Bolei, Ciccio “Pernacchia” che accettava prenotazioni per fare pernacchie molto sonore a determinate persone, i locali Giardini, Lorenti, Caviezel, frequentati dalla Catania bene. “Da Vecchio giornalista pubblicista – ha affermato – mi sfogo con la rubrica settimanale che è ospitata da “ La Sicilia” dove io scrivo a me stesso, mettendo in risalto le vicissitudini di uomini e cose di questa città che merita ben altro”. Tra i coloratissimi aneddoti, ha raccontato quello che accadde un giorno a “il Corriere di Catania”, vecchio quotidiano locale. Ai Quattro Canti avvenne un grave investimento dove morirono tre persone. Il quotidiano mise in prima pagina il titolo: “Cozzo violento in via Etnea”. Per un errore di stampa la prima “o” del cozzo era stata cambiata con la “a”. Il giornale pare che sia andato a ruba. “Oggi – ha affermato Trantino – si vive nel più profondo degrado. C’è gente che deve arrivare a fine mese con 500 euro, quartieri dove si annida la mala catanese, lavori pubblici che diventano eterni e spesso rimangono irrisolti (vedi il Tondo Gioeni), amministratori regionali che in tre anni cambiano per ben sette volte casacca. “Dobbiamo essere, però , ottimisti “ ha concluso. Se tutti assieme facciamo squadra, la nostra città potrà ritornare ad essere la “Milano del Sud”. Parole di apprezzamento ha avuto il Luogotenente Governatore dott. Ignazio Mammino. In conclusione calorosi applausi. “LA SICILIA” del 21 dicembre 2015 (Antonio Di Paola).


Lunedì 21 dicembre 2015

Conviviale di Natale.

Kiwanis, gli auguri e il significato del Natale

Com’è tradizione, il Kiwanis Catania Centro anche quest’anno ha programmato il meeting degli auguri natalizi. Presenti il Luogotenente Governatore dott. Ignazio Mammino, il tesoriere della Divisione dott. Nuccio Spampinato, il Past luogotenente Governatore arch. Alfio Privitera soci e invitati. Il presidente del club dott. Giuseppe Geremia, dopo aver ringraziato i numerosi presenti, ha ricordato che la Chiesa festeggia il Santo Natale che insieme alla Pasqua costituiscono la nascita, la morte e la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, il quale si è fatto uomo per salvare l’umanità. E’ la festività più attesa dai credenti perché essa ci illumina di luce divina e ci fa sentire più buoni verso il prossimo. Quindi il dott. Enrico La Delfa, psichiatra ed appassionato storico, ha spiegato la genesi del Natale: per i cristiani è il 25 dicembre, mentre per le chiese ortodosse orientali è il 6 gennaio. Il presepe nasce nel 1200 da San Francesco che volle ricostruire la nascita di Gesù. “LA SICILIA” del 28 dicembre 2015 (Antonio Di Paola).


La Sicilia, Martedì 1 Marzo 2016

La storia dell’Epilessia al Kiwanis Catania Centro

L’epilessia è una malattia che comprende molteplici sindromi e può essere generalizzata o locale. Anticamente e in molti paesi dei cinque continenti gli epilettici venivano associati a individui con possessioni demoniache. Negli USA, sino al 1964, gli epilettici venivano sterilizzati; in Germania venivano sterminati ; era vietata l’immigrazione in USA e in Australia sino al 1980. La parola epilessia deriva dal greco “epilambanein” che significa letteralmente “essere colti di sorpresa, essere sopraffatti”. Sull’argomento ha avuto luogo , a cura del Kiwanis Catania Centro, un interessante incontro nel corso del quale il presidente del club dott. Giuseppe Geremia, introducendo il tema, ha presentato il relatore della serata, il dott. Carmelo Basso, neurologo, già dirigente dell’INPS di Catania. Nella sua dotta relazione Basso ha asserito che per crisi epilettica deve intendersi l’alterazione temporanea del comportamento dovuta ad una scarica di alcuni neuroni della corteccia cerebrale. L’episodio epilettico è caratterizzato da manifestazioni ricorrenti con improvvisa perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli. Questi eventi possono essere di breve durata o addirittura passare inosservati. Ma spesso, di contro, avviene che la crisi epilettica costringe il colpito a cadere a terra, mordersi la lingua e far uscire bava dalla bocca. Nel 70% dei casi l’epilettico guarisce completamente o con farmaci appropriati o con intervento chirurgico. Già nel V secolo avanti Cristo Ippocrate di Kros, il padre della medicina, descrisse l’epilessia. Nella Roma antica l’epilessia era conosciuta come maior morbus e divinus morbus ed era considerata come maledizione degli dei. Si riteneva erroneamente che fosse contagiosa. Tra i grandi della storia sono stati epilettici: Alfred Nobel, Abramo Lincoln, Aristotile, Pascal, Buddha, Cardinale Richelieu, Dante, Pitagora, Pietro il Grande, Giulio Cesare, Leonardo da Vinci, Lenin, Tolstoj, Paganini, Pitagora, San Paolo, Van Gogh e Napoleone Bonaparte, solo per citarne alcuni. Basso si è soffermato sui vari tipi di epilessia e sui riflessi che essi hanno nella vita quotidiana. Infatti vi sono epilettici che svolgono regolarmente il proprio lavoro, mentre ad altri è vietato. L’epilettico ha una restrizione nel guidare la macchina. Questa patologia è riconosciuta dal servizio sanitario nazionale che passa al “malato” farmaci salvavita gratuiti. E’ inoltre riconosciuta la invalidità che va dal 40% al 100% a secondo della gravità del male. Circa l’1% della popolazione mondiale soffre di epilessia e quasi l’80% dei casi si verificano nei paesi in via di sviluppo. Basso ha affermato che alcune cause dell’epilessia sintomatica possono essere molteplici e possono essere determinate da ictus, tumore al cervello o uso di droghe e alcol, mentre per altri tipi di epilessia alcune cause sono genetiche, altre ancora sconosciute. Ancora oggi, però, l’epilettico soffre più che per la malattia, per la emarginazione sociale (Antonio Di Paola).

 


 

La Sicilia, Venerdì 11 Marzo 2016

Festa della donna al Kiwanis Catania Centro

Un interessante incontro ha avuto luogo a Villa Manganelli, a cura del Kiwanis Catania Centro, in occasione della festa della donna. Il tema trattato: “8 Marzo: diritto alla vita”. Relatori della serata la dott. Rosaria Leonardi, past Presidente del club, la dott. Maria Grazia Vagliasindi, Presidente del Tribunale del Riesame, il dott. Umberto Ienzi, Presidente regionale dei Centri di aiuto alla vita, il dott. Fabio Guardalà, Dirigente della Divisione Ostetricia e Ginecologia del Cannizzaro. Il Presidente del Kiwanis dott. Giuseppe Geremia nel salutare gli illustri relatori e i numerosi soci ed ospiti, ha ricordato la dichiarazione universale dei diritti umani del ’48 che tra l’altro asserisce che “turri gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti”. Geremia ha inoltre ricordato che il Kiwanis International ha messo a disposizione ben 110 milioni di dollari per debellare le malattie infantili nel mondo. La Leonardi si è soffermata sul ruolo della donna nella vita e nella società, nonché sui diritti che essa ha acquisito già dalla seconda metà del secolo scorso. Guardalà nel suo appassionato intervento ha ricordato che in Italia, dopo l’entrata in vigore della legge che consente l’interruzione della gravidanza, si sono verificati 150mila aborti, una enormità. Ienzi ha affermato che il Centro per la vita di Catania opera da 35 anni e ovviamente si batte a favore della vita, usando tutte le precauzioni per evitare l’aborto, grazie all’intervento di personale medico specializzato e psicologi. Per la Vagliasindi, infatti, la vita è un bene e nessuno può rinunciarvi. Se la madre decide di interrompere la gravidanza, la legge glielo consente. Ma questa mancata madre commette un grave peccato. Il magistrato, infine, ha messo in rilievo una sentenza della Cassazione del 2009 che ha condannato dei medici specialisti che sapevano ma non avevano comunicato alla madre che avrebbe potuto scegliere l’aborto, che il nascituro era malformato. Il Luogotenente Governatore dott. Ignazio Mammino ha concluso la manifestazione. E’ seguito un appassionante dibattito. (Antonio Di Paola).


Lunedì 16 Maggio 2016

Soccorso e Accoglienza. Un incontro a Catania

Da GLOBUS MAGAZINE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto del convegno avvenuto Domenica 8 Maggio a Catania sul tema “Soccorso e Accoglienza – Strumenti imprescindibili della solidarietà umana”. Organizzato dal Kiwanis Club Catania Centro, ha visto la partecipazione, fra gli altri, di Croce Rossa Italiana e Protezione Civile. Un importante evento si è tenuto domenica 8 Maggio presso i locali dell’Auto Yachting Club di Catania. Un convegno organizzato dal Kiwanis Club Catania Centro sul tema “Soccorso e Accoglienza – Strumenti imprescindibili della solidarietà umana”. Un tavolo di lavori presieduto dal Presidente Giuseppe Geremia, dal Governatore del Kiwanis Distretto Italia Divisione 2 Ignazio Mammino, da Salvatore Gangemi (coordinatore operativo regionale Protezione Civile), da Enrico Gullotti (vice prefetto di Catania), dall’On. Enzo Trantino (sottosegretario agli Esteri) e da Stefano Principato (presidente provinciale Croce Rossa Italiana). Cerimoniere la Professoressa Giuseppina Di Mauro che ha dato inizio al convegno con il rituale omaggio alla bandiera e l’ascolto dei rispettivi inni. Il Presidente Giuseppe Geremia ha ricordato il costante impegno del Kiwanis nelle sue attività, realizzando ambiziosi traguardi in tema della tutela dei diritti all’infanzia, nell’assistenza e nel servizio solidale come principio dei valori kiwaniani. Scopo principale dell’evento è stato il coinvolgimento della Croce Rossa Italiana , della Protezione Civile e dell’insostituibile operato della Guardia Costiera e della Marina Militare, edificando insieme un eccezionale servizio di soccorso e accoglienza , coordinando tutte le problematiche, situazioni di integrazione e di solidarietà e favorendo le giuste garanzie per una più idonea accoglienza sociale che, quotidianamente, i militari mettono in atto sul territorio coordinando il flusso di migranti. Molti sono stati gli aspetti trattati, da quello giuridico a quello socio-sanitario. Particolari apprezzamenti si sono evidenziati soprattutto per l’assoluto bisogno di maggiore cooperazione di intesa internazionale per una giusta causa di pace e di benessere nel mondo. Autorità, eccellenze, amici kiwaniani sono intervenuti con argomenti di interesse civico oltre che sociale, mettendo a fuoco validissimi contenuti di sviluppo. L’intenso scambio di partecipazione, di consultazioni ha giovato moltissimo alla conoscenza di popoli bersagliati da crisi economico/finanziaria, guerre e povertà. Meritai riconoscimenti sono andati alle colonne portanti “soccorritori di prima linea” con targhe e gagliardetti. Alla presenza di tutte le autorità e con la magistrale guida del comandante della Guardia Costiera Cap. Roberto D’Arrigo, sul lungomare di Ognina si è svolta una simulazione di soccorso e di interventi con l’ausilio dei volontari della Croce Rossa Italiana e con gli uomini della Protezione Civile. Organizzazioni indispensabili che agiscono con preziosa validità e conseguono risultati importantissimi, fornendo supporto e assistenza sanitaria e logistica per chi sbarca in un territorio dell’Unione.


Mercoledì 29 Giugno 2016

Giornalismo: analisi del mondo dei media, dal passato al futuro

Di redazione Sicilia Journal

San Giovanni la Punta, 24 Giugno 2016. – Promosso dal Kiwanis Catania Centro, sotto la presidenza di Giuseppe Geremia, si è svolto all’Ares Hotel di San Giovanni La Punta un interessante incontro dal titolo “La Stampa a Catania, ieri, oggi e domani”. Relatori due affermati giornalisti di comprovata esperienza, seguiti dal numeroso pubblico intervenuto: Antonio Di Paola, cronista del quotidiano “la Sicilia”, e Daniele Lo Porto, segretario provinciale di Assostampa Catania ( il sindacato unitario dei giornalisti), nonché direttore responsabile del quotidiano on line Sicilia Journal. Tra i presenti, il luogotenente governatore Ignazio Mammino, a fianco dei relatori e del presidente che ha introdotto la serata; l’avv. Giuseppe Spampinato, il luogotenente governatore designato Carmelo Raciti, l’ing. Filippo Lizzio, l’arch. Alfio Privitera, il presidente club etneo Nuccio D’Arrigo e il console di Grecia, Arturo Bizzarro. Ai saluti di Geremia e della cerimoniera Pinuccia Di Mauro, è seguito l’intervento di Antonio Di Paola, in passato cronista di Espresso Sera e capo ufficio stampa alla Provincia, nonchè direttore responsabile per sedici anni della rivista mensile “Provincia di Catania”. Il relatore ha lanciato un ampio excursus della stampa periodica dal Seicento in poi, della quale non si hanno riscontri a seguito del terremoto del 1693; ha citato quindi alcuni periodici pubblicati a Catania tra Otto e Novecento, quali La sentinella, Il Caronda e L’amico del popolo, sino alla rivista politico-letteraria “Roma degli italiani”, del 1860, diretta da Giovanni Verga e il periodico “D’Artagnan” del 1889, guidato da Martoglio; alla comparsa del “Corriere di Catania” all’inizio del ‘900, e in seguito del “Giornale dell’isola”, che si fusero entrambi nell’organo ufficiale del Partito Fascista, chiamato il “Popolo di Sicilia”; e nel 1941, del giornale prodotto da ufficiali tedeschi “Der Adler vom Aetna”, L’aquila sopra l’Etna, sulle strategie dei fronti di guerra. Si giunge alla nascita de “La Sicilia”, nel 1945, anno in cui soltanto a Catania, in tutta Italia, si registrava la presenza di cinque quotidiani, compreso il suddetto: “Il Corriere di Sicilia” (acquistata poi da Mario Ciancio editore de La Sicilia) “Il Corriere di Catania”, “Il Giornale dell’isola” e “Ultimissime”, al quale si susseguì “Espresso Sera”, che resistette fino al 1980. Quest’ultima data vede aprire “Il Giornale del Sud” di Giuseppe Fava, testata che visse due anni, lasciando il posto alla rivista d’assalto “I Siciliani”, per la quale purtroppo il giornalista perse la vita. Di Paola si è poi soffermato sulle fasi della pubblicazione di un articolo cartaceo, trasformato sino a vent’anni fa dai linotipisti in righe di piombo con la linoptype, bella invenzione tecnologica, attraverso 10-12 mila battute l’ora per una colonna; da qui la pagina (con i pezzi sul “marmo”) creata dal proto (capo-tipografo) insieme a un giornalista impaginatore, ponendola su una pressa sotto un cartone chiamato flano per imprimervi gli scritti e le foto in negativo, fino alla scrittura in positivo su una lastra di piombo a forma di semiluna che si montava sulla rotativa. Oggi la pagina viene realizzata dal caposervizio al computer, e poi trasferita su una lastra di zinco, che con la pagina impressa si monta sulla rotativa, dalla quale il giornale esce stampato e piegato come lo si compra in edicola. Giornalista professionista dal 1992, collaboratore dal 1984 del Giornale di Sicilia, redattore di Telecolor per dieci anni, dal 1987 al 1996, e dal ’96 al 2010 capo ufficio stampa della Provincia regionale di Catania, nonché già con esperienze sul Corriere della sera, Sicilia style e Giornale del Sud, Daniele Lo Porto ha vissuto la fase di passaggio dal piombo alla foto-composizione e alla rivoluzione tecnologica dell’informazione. Dopo aver ricordato figure insigni di giornalisti, quali Pippo Fava, Alfio Caruso, storico direttore del Corriere della sera, Candido Cannavò, Nino Milazzo e Igor Man, il relatore ha puntato l’attenzione della platea sulla nuova frontiera on-line del giornalismo, un’autentica rivoluzione tecnologica che ha sconvolto i tempi e la modalità di fruizione delle notizie. Una volta queste si acquisivano in edicola o scandivano le nostre giornate attraverso la televisione, con l’accesso a determinati orari del tg o del radiogiornale; oggi invece la notizia ci insegue e ci raggiunge dappertutto grazie al cellulare, che sostituisce 7-8 ore di lavoro di quattro persone specializzate in termini televisivi, per un servizio di un minuto e mezzo: un giornalista, un cameramen, un assistente e un montatore oltre a un’attrezzatura di decine di milioni, come una telecamera – o regie mobili. Tutto ciò oggi viene sostituito dal telefonino che consente di andare in diretta video attraverso qualsiasi social network, accendendo l’entusiasmo anche di un ragazzo che con poche nozioni può fare meglio e più in fretta di una volta. Senza illudersi però di diventare giornalista, postando semplicemente su facebook foto di incendi o incidenti, perché c’è un codice deontologico da rispettare – specifica il relatore, che ha tenuto da poco un corso di giornalismo al liceo scientifico “Galileo Galilei”. A seguito di tale rivoluzione telematica e a causa dell’erosione dei bilanci pubblicitari delle aziende, la carta stampata è in crisi: le redazioni de La Sicilia e del Giornale di Sicilia hanno un organico di 37-38 unità a fronte di 50 redattori di qualche anno fa; le pagine di entrambi i quotidiani ne hanno risentito, infatti il GdS, oggi ha solo tre pagine di cronaca, mentre in apertura, nel 1990, ne aveva dieci con quattro redattori assunti e dei corrispondenti in tutti i comuni. Tale crisi, iniziata nel ’90 con la crescente professionalità della televisione, si è poi trincerata dietro varie soluzioni commerciali con allegati ai giornali (un secondo quotidiano, libri da un euro, VHS film) che hanno nascosto la reale crisi della carta stampata. Alla quale, in merito ai giornali locali corrisponde una crisi dei giornali nazionali, come il Corriere della sera, Repubblica e Gazzetta dello Sport, registrando un calo di vendite del 30-40%, che si recupera nei relativi siti on line, di ottimo livello e gratuiti per tutti, anche sotto il profilo della pubblicità, con milioni di visualizzazioni. Quale sarà dunque il futuro della carta stampata? Lo Porto afferma che si racchiuderà sempre più in un settore di nicchia, con la generazione degli over 40 (perché quella al di sotto s’informa direttamente sul pc, tablet o telefonino) e che manterrà un suo ruolo con l’analisi, l’approfondimento, l’opinione e la critica, con i quali non si può spaziare su un giornale on-line. L’accesso a quest’ultimo inoltre ha avuto una sostanziale modifica, come si evince dai dati del New York Times, tra le più importanti del mondo, cliccando non più sul nome della testata ma sull’argomento da selezionare per documentarsi, confrontando più siti. Il relatore si è poi soffermato sulla chiusura di varie emittenti televisive, tra le quali Tele D, Teleionica, Antenna Sicilia, Telecolor, Videomediterraneo, della zona ragusana, citando gli altri versanti dell’on-line, come le web radio e le web tv, dai contenuti giornalistici televisivi, alle quali si accede tramite il tablet, l’Ipad e il telefonino: il vantaggio è quello di un illimitato orario di accesso, con immediata fruibilità della notizia, in linea col dinamismo dei tempi. Al termine della serata i due accurati relatori sono stati omaggiati dal presidente Geremia di una targa ricordo. (Anna Rita Fontana)

Ultimo aggiornamento (Venerdì 21 Ottobre 2016 13:17)