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Comunicati

 


 

I BAMBINI  E LA SHOAH  -  PRINCIPI  DI  EBRAISMO

Catania  29 Gennaio 2012 – Auto Yachting Club

 

 KIWANIS CATANIA CENTRO

 Discorso introduttivo del Presidente Dott. Enrico La Delfa

 

 Illustri signori, gentili signore, autorità kiwaniane, autorità civili, militari e religiose. Illustri ospiti, illustri presidenti di altri prestigiosi club, cari soci del mio club e di altri club di questa grande famiglia kiwaniana. Vi porgo il mio benvenuto e il mio saluto affettuoso e accorato ricordando che il nostro nobile service è servire i bambini. Siamo la più grande organizzazione al mondo che si interessa di bambini. A volte lo dimentichiamo. Oggi come presidente di questo club, ho voluto questa giornata di commemorazione, ricordo di un milione e mezzo‘ di bambini innocenti, uccisi nei campi di concentramento nel nome di una folle e scellerata ideologia di purificazione della razza. L’olocausto, la shoah che ricordiamo nel giorno della memoria, che è il 27 gennaio, giorno di liberazione del campo di Auschwitz, è sancita da una legge italiana che vuole sottolineare”per non dimenticare“, affinche’ ciò che è avvenuto non si ripeta più. Ma non dimentichiamo il sacrificio che ogni giorno si consuma oggi nel mondo di bambini che muoiono di fame, di bambini soldato, di bambini e bambine costretti alla prostituzione organizzata in certi paesi per il turismo sessuale o, infine, per bambini sfruttati nel lavoro. Abbiamo come relatori il rabbino Prof. Stefano Di Mauro clinico medico rabbino della comunità ebraica di Siracusa e Sicilia che ci parlerà della shoah dei bambini e dell’ebraismo. Poi il dott. Alberto Dal  Bello stimato medico oculista in Catania, mio amico, appassionato narratore fotografico della shoah. Pensate che da 35 anni almeno va in giro per l’Europa a fotografare i luoghi della memoria con foto in bianco nero che potete ammirare nella sala. Ha montato diversi documentari e stasera ne vedremo uno. Ho chiesto al rabbino  stasera di commemorare  e ricordare questi bambini con una semplice e breve funzione religiosa e una pregiera. Vi saranno’ date delle pietre di fiume da me raccolte a mare per voi, pietre che saranno benedette e che hanno un valore simbolico a ricordo dei bambini, secondo la tradizione ebraica. Da circa 10 anni nella settimana della memoria, ogni anno, davanti a una foto di bambini ebrei sottoposti a sperimentazioni pseudoscientifiche in Auschwitz, accendo una candela e questo mi fa sentire vicino a loro in un abbraccio spirituale, aiutandomi con una preghiera tratta dal deuteronomio, lo schema. “Ascolta Israele, il signore è il nostro dio, il signore è uno. Amerai il signore tuo dio con  tutto il cuore, con tutto te stesso, e con tutti i tuoi averi “Il rabbino stasera ci parlerà della torah, testo sacro, che corrisponde ai 5 libri del Pentateuco, dato da dio a Mosè e pertanto di origine divina‘. del talmud, della religione ebraica, dei riti.  Dio è trascendente e anche immanente e, abita nel mondo. Non possiamo vederlo con i nostri sensi. Come è scritto nell’esodo versetto 33.20 “ un uomo non può vedere il mio volto e restare in vita”. Adesso il rabbino indosserà il talled, lo scialle e metterà un copricapo, il kippah e dirà una preghiera al signore adonai, mio signore. Chi vuole degli uomini, può mettere la kippah il copricapo che il rabbino ha portato con preghiera di restituirlo dopo la cerimonia. Dopo la preghiera, il rabbino porterà la pietra nel cesto e chi vuole di noi in silenzio lo seguiremo. Alla fine della serata potrete riprendere le pietre.

 
Ricordiamo Primo Levi.
“Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per un pezzo di pane
che muore per un sì o per un no.
considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più la forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
o vi si sfaccia la casa.
la malattia vi impedisca,
i vostri natio torcano il viso da voi.”

o ancora la poesia di Joyce Lussu
“ c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
 si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro per l’eternità’
perché’ i piedini dei bambini morti non crescono”.
 
nel bosco di Mauthausen
nel bosco di Mauthausen non cantano più gli uccelli perché’ nella notte echeggiano rudi i latrati dei cani che cercano chissà dove e chissà cosa. Nel bosco di Mauthausen c’era odore di morte, la notte si sentiva il lamento di migliaia di deportati e la terra ribolliva di sangue di quelli che non c’erano più.
 
poesia di un ragazzo trovata in un ghetto nel 1941.
Da domani sarà triste, da domani.
ma oggi sarò contento,
a che serve essere tristi, a che serve.
perché’ soffia un vento cattivo. perché’ dovrei dolermi, oggi, del domani.
forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.
forse domani splenderà ancora il sole
e non vi sarà ragione di tristezza
da domani sarà triste, da domani.
ma oggi sarò contento. e a ogni amaro giorno dirò
da domani, sarà triste,
oggi no.
 
Primo Levi:
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. “ se questo è un uomo”
primo levi. c’è Auschwitz, quindi non può esserci dio: non trovo una soluzione al dilemma. la cerco, ma non la trovo” il mistero del silenzio di dio. dove sei Adonai, mio signore mentre noi moriamo
 
Anna Frank il diario:
quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno la pace e la serenità.
con il termine shoah, venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. nei campi di concentramento sono morti un milione e mezzo di bambini ebrei.   insieme ad altri bambini. Poveri innocenti. l’olocausto fu il sistematico annientamento di sei milioni di ebrei e tre milioni di persone tra cui zingari, testimoni di Geova, sacerdoti, handicappati e malati di mente, omosessuali, prigionieri politici e comuni, da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale. nei 21 paesi dell’Europa occupati dai tedeschi, vivevano nel 1933 nove milioni di ebrei. nel 1945 su tre ebrei, due furono uccisi. furono uccisi anche migliaia di figli di zingari e migliaia di bambini handicappati il terrore era legalizzato. vi erano gruppi di carnefici fanatici e spietati, emarginati violenti, che presero il potere. Questi assassini non erano matti, erano psicologicamente nella norma, uomini della buona società, buoni mariti e ottimi padri.ma la norma quotidiana era brutalità torture, omicidi. Ebbero il coraggio di ribellarsi al regime un gruppo di studenti universitari di Monaco di Baviera, il gruppo della rosa bianca, tra cui Sophie e Hans Sholl, ma furono barbaramente assassinati con la ghigliottina.  i primi a perire furono i bambini, orfani abbandonati, il meglio del mondo . come dimenticare Izieu, una località vicino a Lione dove erano nascosti 44 bambini in una colonia e li’ scoperti dalla Gestapo al comando di Klaus Barbie, furono portati nei campi di concentramento di Auschwitz e inviati alle camere a gas. . qualcuno dio loro scrisse una lettera ai genitori. o la storia di Eva Heyman ebrea ungherese che scrisse un diario. nonostante la loro  giovane e fragile età , molti bambini scoprirono dei modi per sopravvivere. alcuni portavano di nascosto il cibo nei ghetti o le medicine o attività clandestine di resistenza. Come dimenticare infine la storia di Janus korczak, direttore dell’orfanotrofio ebraico di Varsavia, martire ucciso con i suoi bambini. . il suo vero nome era Henryk Goldszmit, benestante, scrittore. in orfanotrofio vivevano 200 bambini orfani. Quando ci fu il rastrellamento, non abbandonò i suoi bambini come fecero altri direttori, i bambini non piangevano, si strinsero attorno al suo direttore, come pulcini.  e andarono insieme incontro alla morte i bambini sono ricordati dentro il museo di yad vashem a Gerusalemme, nel memoriale dei bambini, lo yad layeled.  . nel viale dei giusti tra le nazioni vi sono piantati più di 2000 alberi in onore dei non ebrei che misero a rischio la loro vita per salvare gli ebrei, a Buchenwald almeno mille bambini furono salvati da altri deportati che li nascosero. alcuni bambini divennero famosi, queste notizie sono uscite dall’archivio nazista più grande della Germania a Bad Arolsen con 26 chilometri di uffici e sotterranei. nei lager c’era organizzata una resistenza. come dimenticare il famigerato Aktion T4, progetto di eutanasia nazista, sterilizzazione uccisione.ad Auschwitz il Block 10 è la baracca dei bambini. La foto simbolo che vedete nella locandina rappresenta Tsvi Nussbaumm un bambino che oggi vive in America. i suoi genitori erano stati uccisi . uscì dalla fila . gli fu ordinato di alzare le mai. lui le alzò. lo stavano uccidendo uno zio lo salvò. in quelle mani alzate c’è l’angoscia di un milione e mezzo di bambini. adesso abita vicino a New York. ha fatto il medico otorino. la foto è del 1943 epoca di distruzione del ghetto di Varsavia.

E ADESSO PASSIAMO AI CURRICULUM

rabbino Stefano Di Mauro 
diplomato al liceo classico Tommaso Gargallo di Siracusa nel 1958. nel 1954 laureato in medicina e chirurgia univ studi di Catania. nel 1988 1991 studi rabbinici. nel 1994 dottorato in psicologia pastorale florida . nel 1994 ordinato rabbinico nel 1967 specialista in cardiologia. ha lavorato come assistente medico ufficiale medico a la spezia nel 1966 nel 1966  assistente medico ospedale di biella. Dal  1971  al 1980 direttore del cottolengo di biella. nel1991 Direttore medico Ospedale della Florida. dal 1994 al 2005 professore associato clinica medica università della florida. dal 1975 cavaliere della repubblica italiana nel 1991 fino al 2007 capo rabbino congregazione ortodossa di Miami Florida. In atto rabbino della comunità di Siracusa e di Sicilia
 
dott. Alberto Dal Bello
nato nel 1954 a Catania . esercita la professione di medico oculista.
dal 1970 si occupa di fotografia ed è socio del cine foto club Etna. ha avuto numerosi riconoscimenti a livello di associazioni fotografiche nazionali, ha esposto le proprie opere in varie mostre italiane ed estere. in varie riviste e pubblicazioni ci sono sue immagini. Sta effettuando ricerche sui cimiteri di guerra delle 2 guerre mondiali. ma si è cimentato di più nella storia e narrazione fotografica sui campi di concentramento europei diventando un narratore fotografico appassionato della memoria dei campi.  

Adesso la parola al rabbino prof Stefano Di Mauro che inizierà con un rito, con una preghiera solenne di commemorazione dei bambini defunti. Prego il massimo silenzio e raccoglimento.

Dopo il rito, ci sarà la proiezione di un video del dott. Alberto Dal Bello e poi le relazioni. 
 
 


 

 

 CRISI ECONOMICA   QUALI VIE DI USCITA
 Catania   18 Novembre 2011 – Auto Yachting Club
 
KIWANIS CATANIA CENTRO
Discorso introduttivo del Presidente Dott. Enrico La Delfa
 
ILLUSTRI SIGNORI E GENTILI SIGNORE,  BUONA SERA.
Autorità Kiwaniane, Past Governatore Distinto Ing. Isidoro Privitera, Past Governatore Arch. Alfio Privitera, Luogotenente Governatore, Presidenti Eletti, Past Presidenti, Autorità Civili, Signori Relatori Prof. Giacomo Pignataro, Ordinario di Economia Università di Catania, Dott. Claudio Foscoli, Amministratore Delegato AZ Investimenti Sim Gruppo Azimut SpA, Cari affettuosi Soci.

E’ con vivo piacere introdurre come Presidente l’Argomento attualissimo e interessante della crisi economica nazionale e internazionale per cercare di individuare, con l’aiuto dei nostri illustri relatori, quali sono le vie di uscita possibili. Ringrazio in modo particolare il Dott. Beppe Capuani per aver voluto e condiviso questa serata di confronto e ringrazio AZ Investimenti per aver contribuito alla riuscita di questo evento in maniera concreta e generosa. Ringrazio il Prof. Mauro Guarino, docente universitario, per aver contattato con entusiasmo il Prof. Pignataro. Nella locandina di invito ho scritto una frase di Isabel Allende, nipote di Allende e perseguitata politica, scrittrice. Lei scrive “le crisi e le avversità spesso diventano occasione di crescita interiore”. Ebbene, forse ben vengano tutte le crisi se esse riescono a farci pensare e maturare. Abbiamo bisogno di recuperare quei valori perduti e imparare a valorizzare le piccole cose. Bando al consumismo sfrenato e allo spreco di risorse. All’origine della crisi, un ruolo va addebitato alle innovazioni produttive e finanziarie. C’è stato un indebitamento eccessivo negli anni 90 sia dei cittadini che degli apparati statali che ha alimentato speculazioni di vario tipo dall’immobiliare al finanziario. Forse bisogna introdurre i dazi doganali sulle merci, specie se provenienti da paesi come la Cina, per dare la possibilità alle nostre industrie di esportare o forse fare accettare ai cinesi una grossa rivalutazione della loro moneta per creare per loro un disincentivo alla esportazione e un incentivo alla importazione, creando così un riequilibrio dei mercati internazionali. Secondo una teoria la colpa della crisi è di una finanza speculativa che ha creato prodotti finanziari di dubbio valore che rischiano di bloccare l’intero sistema bancario e l’esistenza. La soluzione, probabilmente, secondo il G20 del 2009 a Londra (riunione dei ministri delle finanze e governatori delle banche centrali delle nazioni) è di fare investimenti importanti da parte degli Stati per rilanciare l’economia e l’occupazione. Poi c’è un’altra teoria, quella del Complotto per un nuovo ordine mondiale. Secondo i complottisti, la crisi è pilotata da poteri occulti che stanno causando una crisi economica globale. La soluzione è di combattere il sistema finanziario che controlla le risorse degli Stati. Il mondo occidentale negli ultimi anni si è molto indebitato spendendo di più. Bisogna rimboccarsi le maniche e lasciare che passi questo momento. La crisi economica rischia di pesare molto soprattutto su bambini e adolescenti. Negli ultimi anni la percentuale delle famiglie a basso reddito con un minore è aumentata dell’1,8% e del 5,7%  per chi ha due o più figli. Questo dato è rilevato dall’Atlante dell’Infanzia, diffuso da “Save The Children” alla vigilia della giornata dell’infanzia che si celebra il 20 Novembre. I minori in Italia sono 10.229.000, di questi 1.876.000 vivono in povertà e il 18% in condizioni di deprivazione materiale. Se non è più la tubercolosi o la guerra ad uccidere, oggi i nostri ragazzi fanno i conti con la povertà, la scarsità dei servizi per l’infanzia, le città inquinate, stili di vita insani che portano all’obesità. Oggi bisogna fare una scelta politica ed economica per i minori e le famiglie con figli. Bisogna anche puntare sulla situazione drammatica dei minori stranieri. Ricordiamo che nella celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia è stato focalizzato un approfondimento sui 100 ragazzi garibaldini che parteciparono alla spedizione dei mille. Confrontiamo, pertanto, quella Giovane Italia a quella di Oggi. La Mission del Kiwanis International è di servire i bambini e ricordiamo il Programma Eliminate per sconfiggere il tetano neonatale e materno dal Mondo.

 NON MI DILUNGO PIU’ E PASSO LA PAROLA AI RELATORI

 DUE PAROLE SUI CURRICULUM
Il Prof. Giacomo Pignataro è Ordinario di Economia all’Università di Catania, autore di numerosi lavori scientifici.

Il Dott. Claudio Foscoli, 54 anni, sposato con tre figli, ha lavorato nel 1982 in Fideuram, dal 1991 in Finanze e Futuro e Partner Azimut. Consigliere di Amministrazione in Società del Gruppo. Membro del Direttivo del Patto di Sindacato e AZ Investimenti.

 


  

PERCORSI ENOGASTRONOMICI DELL’ETNA
Castiglione di Sicilia   13 Novembre 2011 – Azienda Patria Torrepalino
 
KIWANIS CATANIA CENTRO
Discorso introduttivo del Presidente Dott. Enrico La Delfa
 
Illustri Signori, Gentili Signore, Autorità Kiwaniane, Autorità Civili, Signor Assessore Provinciale alle Politiche Agricole della Provincia di Catania Dott. Giovanni Bulla, Signor Sindaco del Comune di Castiglione di Sicilia Dott. Claudio Scavera, Signori Relatori Prof.ssa Emanuela Panke, Dott. Gregorio Calì, Signor Di Miceli Imprenditore Azienda Patria di Castiglione, Illustri Ospiti, Cari affettuosi Soci del mio Club e di altri Club     BUON GIORNO.
Vi porgo il benvenuto in questo magnifico luogo. Prima di introdurre l’Argomento della giornata, ringrazio l’Assessore Provinciale alle Politiche Agricole della provincia di Catania Dott. Giovanni Bulla per aver creduto, voluto e condiviso con me questo progetto, questa giornata Gita-Conferenza dedicata ai percorsi enogastronomici della nostra amata terra di Sicilia e in particolare dell’Etna. Lo ringrazio per la collaborazione e per il contributo offertoci generosamente. Ringrazio il Signor Sindaco di Castiglione di Sicilia per aver accolto con generosità ed entusiasmo la nostra proposta, per averci fornito ospitalità nella terra che rappresenta mettendo nel pomeriggio una guida a nostra disposizione per il giro della città e per aver accettato l’invito di stare con noi tutto il giorno. Ringrazio i relatori Prof.ssa Panke e Dott. Calì per aver accettato di relazionare in questo magnifico paese di Castiglione di Sicilia.
Terra già abitata da Sicani e Siculi, occupata poi dai Greci di Naxos in fuga dopo la sconfitta da parte di Dionisio tiranno di Siracusa e, ancor prima, quando Ippocrate tiranno di Gela aveva distrutto Naxos. Terra anche di Bizantini che hanno lasciato testimonianze quali le Cube, tempietti come quella di S. Domenica, città chiamata Castel Leone, che si poteva raggiungere anche navigando il fiume Alcantara detto Akesine, fiume dove c’erano pure i coccodrilli portati dagli Arabi. Con gli Svevi diventa Città Regia. Ruggero di Lauria ultimo feudatario. Con gli Aragonesi raggiunge il massimo splendore. Lo stesso Federico IV soggiornò nel castello.
Castiglione terra di uliveti, noccioleti, castagneti, frutteti e vigneti; città del vino doc, ci sono cinque case vinicole. Il Parco dell’Etna sta valorizzando questo territorio. Nel 1600 aveva 36 Chiese. Ricordiamo ancora Castiglione come teatro di una feroce rappresaglia tedesca che provocò il 16 Agosto 1943 la morte di 16 civili. La Cuba di S. Domenica Bizantina è monumento nazionale dal 1909.

ADESSO PREGO L’ASSESSORE PROVINCIALE ALLE POLITICHE AGRICOLE DOTT. GIOVANNI BULLA A PRENDERE LA PAROLA.

 PREGO ANCORA IL SIGNOR SINDACO DI CASTIGLIONE DOTT. CLAUDIO SCAVERA A PRENDERE LA PAROLA.

 I RELATORI CI PARLERANNO DEI PERCORSI ENOGASTRONOMICI DELL’ETNA E DEI VINI DELL’ETNA.

I prodotti tipici della Sicilia DOP e IGP sono in tutta la Sicilia.
Pensiamo all’arancia di Sicilia: il Tarocco, Sanguinello e Moro. Poi l’Uva da tavola di Canicattì nelle provincie di Agrigento e Caltanissetta. Come non ricordare il Cappero di Pantelleria raccolto a mano e salato. Poi il Fico d’India dell’Etna, il Pomodoro di Pachino, l’Uva da tavola di Mazzarone, l’Oliva da tavola e la Nocellara del Belice, l’Olio Valli Trapanesi e quello Monti Iblei. Come non menzionare i Mercati Palermitani che ricordano gli antichi Suk. Lo storico mercato della Vucciria, di Ballarò, Capo Vecchio, dove si mangia il pane con la meusa, i Cazzilli, cibo da mangiare per strada, la Ricotta Salata, i Formaggi, il mercato del Pesce a Catania. La cucina siciliana è un misto di antica grecia, cucina nobiliare francese e speziata cucina araba. Per non dire dei vini di cui ci parlerà il Dott. Gregorio Calì. Il vino nasce dalla mescolanza di vitigno e dal terroir, termine francese che indica il tipo di terreno che può essere calcareo, gessoso, ecc. Il vino si deve conservare bene. Un vino di qualità dipende anche dalla temperatura, vendemmia, sistema di raccolta, potatura, diradamento dei grappoli, vinificazione che consiste nella pigiatura o spremitura dell’uva fino a formare il mosto, macerazione e dalla trasformazione del mosto in vino tramite la fermentazione alcolica. Ci sono vinificazioni in bianco, rosato e rosso o per ottenere vini spumanti, passiti, liquorosi e aromatizzati. Ci sono poi vini novelli tramite macerazione carbonica. Poi la conservazione del vino in cantina, le vasche di fermentazione e la degustazione visiva, olfattiva, gustativa. Le vigne dell’Etna crescono in terreni sabbiosi di origine vulcanica. I vitigni dell’Etna sono quelli a bacca rossa: nerello cappuccio e nerello mascalese, quelli a bacca bianca: carricante, cataratto, minnella. Nella zona dell’Etna da millenni si coltiva la vite Azienda Patria che produce il bianco, il rosso, il rosato e il torrepalino. Nel 1998 l’Azienda Patria acquistò la vecchia Torrepalino. La Società è una cooperativa il cui presidente è Franco Di Miceli, agronomo ed enologo, originario di Corleone. Torrepalino perché in cima alla torre di avvistamento aragonese sorgeva un palino indicatore di direzione.
 DUE PAROLE SUI CURRICULUM
Il curriculum della Dott.ssa Panke è molto lungo. E’ responsabile di comunicazione e marketing Vecchia Dogana, città del gusto di Catania, direttore strada del vino Etna doc, consulente provinciale regionale di Catania. Fa l’attività di libero professionista docente di corsi. Già docente all’Università degli Studi di Palermo, ha collaborato con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Ha collaborato alla redazione rivista affari sociali internazionali del Ministero Affari Esteri. Master all’Università di Siena nel 2003 in enogastronomia. Laureata a Roma nel 1995 in scienze della comunicazione. Ha lavorato in Francia, organizzatrice di corsi di formazione ed eventi in settori quali cultura, lusso, turismo ed enogastronomia. Project manager in vari settori dal 2000. Volontaria con la Caritas e con l’Avo Ass. Volontari Ospedalieri.

 Il Prof. Gregorio Calì, invece, è dottore agronomo, docente di scienze e tecnologie agrarie all’Istituto Professionale di Stato. Per l’Agricoltura e Ambiente al Mazzei di Giarre. Delegato provinciale della sezione di Catania dell’Onav, organizzazione nazionale assaggiatori di vino d’Asti. Assaggiatore di formaggio e olio d’oliva. Sommelier F.I.S.A.R. federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori. Docente abilitato all’insegnamento per varie discipline.

 


 

DEVIANZA   MINORILE   E   BULLISMO
Biancavilla   28 Ottobre 2011 - Villa Delle Favare
 
KIWANIS CATANIA CENTRO
Discorso introduttivo del Presidente Dott. Enrico La Delfa
 
SIGNORI E SIGNORE, BUONA SERA.
Autorità civili, militari, religiose; signor Sindaco Dott. Glorioso; signor Assessore alla cultura Dott. Pastanella; signori relatori Dott. Corsaro, Dott. G. Costanza; illustri ospiti Dott. C. Florio, direttore Uo.C. modulo dip. salute mentale  Adrano e Biancavilla;  Dott.ssa Mirabella, responsabile Npi Adrano e Biancavilla; cari affettuosi Soci. E’ con vivo piacere  introdurre  come Presidente  l’argomento  attualissimo e interessante del Bullismo e della Devianza Minorile in genere e ringrazio i relatori per aver accettato gentilmente l’invito. Ringrazio il Sindaco e l’Assessore alla Cultura di Biancavilla per l’ospitalità concessaci in questo splendido e magico luogo Villa delle Favare del Marchese Favara, già luogotenente del Regno sotto Ferdinando 1° e Francesco 1° di Borbone. Ringrazio anche per il gentile contributo concessoci per la buona riuscita della manifestazione. E’ molto importante oggi che i Club Service collaborino con l’istituzione pubblica e che si interessino dei problemi del territorio, che facciano e producano interessi, cultura, informazione. Siamo ospiti oggi in questa magnifica terra di Biancavilla, comunità operosa e dignitosa, risalente al 1400 quando un gruppo di profughi provenienti dai Balcani Albanesi comandati da Cesare Masi, per sfuggire al dominio turco e portando con loro una immagine sacra, una Madonna Bizantina, si insediarono qui col permesso del Conte Moncada, Casale di Greci e poi Biancavilla in onore della Regina Bianca di Navarra. Terra di Carlo Sada architetto, del pittore Zenone Lavagna, del filosofo sacerdote F. Fisichella, dei sacerdoti Placido Bucolo e Salvatore Franco, dello scultore Salomone, di Alfio Bruno. 
Prego, pertanto, il signor Sindaco e l’Assessore alla Cultura prendere la parola.

RINGRAZIO IL SINDACO E L’ASSESSORE.

Introduco l’Argomento. Ho scelto un Comune della provincia di Catania in quanto ritengo che il Bullismo non alligna solo nelle metropoli, ma anche nei piccoli centri. Ricordiamo infatti che, nell’Agosto 2010 a Bronte, veniva ucciso con una coltellata Matteo Galati, un ragazzino di 13 anni, da un ragazzo di 16 anni dopo una lite per una fidanzatina contesa. Sappiamo stare vicino ai nostri ragazzi? Condanniamo la violenza in tutte le sue forme? Possiamo parlare di allarme bullismo nelle grandi città come nei piccoli centri? E’ il segno dei tempi, del tempo dei non luoghi, del vuoto? E, basta presidiare, reprimere, militarizzare le città? O forse è meglio educare, essere attenti ai bisogni dei ragazzi specie in una fase delicata quale l’adolescenza, essere attenti ai giovani che sono il nostro Futuro. Il Bullismo è un comportamento aggressivo di tipo abusivo di ragazzi nei confronti dei loro coetanei. Bullismo fisico, verbale, psicologico, informatico, sessuale. I maschi preferiscono il bullismo diretto, le femmine quello indiretto (mormorazioni, calunnie). Età dai 12 ai 18 anni. Le cause le cerchiamo nella personalità del bullo, ma anche nei modelli familiari, negli stereotipi dei Mass Media. Il docente come la famiglia ha grandi responsabilità, deve instaurare un dialogo. Nel 1999 a Columbine 2 ragazzi uccisero con i fucili mitragliatori 13 studenti e feriti 24 per poi suicidarsi. Le conseguenze sono gravi: suicidio, malattie mentali, abuso di sostanze. A volte il bullo è stato a sua volta vittima di abuso nell’infanzia. Il bullo ha più probabilità di strutturare una carriera criminale da adulto. Attorno al bullo che ha carisma e autorità si forma un gruppo di attendenti che strutturano una Baby Gang. La vittima diventa capro espiatorio. Bullismo omofobico nei confronti di gay, transessuali, lesbiche, ma anche nei confronti di portatori di handicap o nelle carceri, in ambiente lavorativo, nelle forze armate. Noi dobbiamo condannare il Bullismo, non sottovalutarlo o peggio condannare la vittima non in grado di difendersi.

DUE PAROLE SUI CURRICULUM.
Il Dott. Corsaro è stato Magistrato al Tribunale Militare di Palermo. In atto Magistrato al Tribunale dei Minori di Catania.
Il Dott. G. Costanza, neuropsichiatra infantile Asp 3, spcializzatosi a Palermo nel 1986 con una tesi sul suicidio in adolescenza. Studente accreditato Dipartimento Psichiatria Edimburgo e Borsista Università di Palermo dal 1982 al 1986. Psicanalista di formazione Junghiana, psicoterapeuta. Magistrato onorario per 11 anni presso il Tribunale Minorenni di Catania, psichiatra forense. Più volte docente in corsi di formazione e a contratto Università di Catania e Messina.
Passo la parola al Dott. Corsaro. 

 


 

PASSAGGIO DELLA CAMPANA 03-10-2011.

ANNO SOCIALE 2011/12

DISCORSO DI INIZIO DI ANNO.PRESIDENTE DOTT. LA DELFA ENRICO.

AUTORITA’ KIWANIANE (GOVERNATORI, PAST-GOVERNATORI, SIG. LUOGOTENENTE GOVERNATORE, PAST-GOVERNATORE DISTINTO ISIDORO PRIVITERA, PRESIDENTI ELETTI, PAST-PRESIDENTI), AUTORITA’ CIVILI, ILLUSTRI OSPITI, GENTILI SIGNORE, CARI AFFETTUOSI SOCI, AMICI KIWANIANI VI PORGO IL MIO SALUTO.

E’ UNA VIVA EMOZIONE E UN GRANDE ONORE FAR PARTE DI QUESTO GLORIOSO CLUB. OGGI CELEBRIAMO IL PASSAGGIO DELLA CAMPANA TRA IL DOTT. BASSO, PRESIDENTE ANNO SOCIALE 2010/11, CHE HA PROMOSSO SIGNIFICATIVE E MAGNIFICHE MANIFESTAZIONI, E IL SOTTOSCRITTO PRESIDENTE DEL NUOVO ANNO SOCIALE 2011/12. POTREI DIRE “NON SUM DIGNUS”, NON SONO DEGNO DI TANTO ONORE E PRESTIGIO, TUTTAVIA CON ORGOGLIO, L’ORGOGLIO DELL’APPARTENENZA AL KIWANIS, HO ACCETTATO E ACCETTO DI ESSERE IL VOSTRO PRESIDENTE. CERTAMENTE E’ GRANDE L’ONERE, LA FATICA E LA RESPONSABILITA’ CHE MI E’ STATA CHIESTA E A CUI ANDRO’ INCONTRO, MA SERVIRO’ CON ORGOGLIO IL MIO CLUB E LE SUE FINALITA’. GIA’ RINGRAZIO CIASCUNO DI VOI PER L’AIUTO CHE MI DARETE E CHE A VOLTE PRETENDERO’. RINGRAZIO MIA MOGLIE GABRIELLA E I MIEI FIGLI, GAETANO E MICHELA, PER IL LORO PREZIOSO AIUTO E LA LORO COMPRENSIONE. IL MIO OBIETTIVO E’ QUELLO DI RIRENDERE, ALMENO CI TENTO, PIU’ PRESTIGIOSO IL NOSTRO CLUB. IL MIO MOTTO E’ “VIRTUTE DUCE COMITE FORTUNA”, COME DETTO DA CICERONE, CIOE’ MI SIA DA GUIDA LA VIRTU’ CON L’ONESTA’, LA TRASPARENZA, E MI SIA COMPAGNA LA FORTUNA. MI SONO PERMESSO DI SCRIVERVI CHE CHI ELIMINA GLI AMICI DAL MONDO ELIMINA IL SOLE, CITANDO CICERONE. VADO FIERO DI QUESTO COLLARE E DI QUESTE INSEGNE, GIA’ INDOSSATE DA UOMINI ILLUSTRI QUALI IL PROF. CIONI E L’INGEGNIERE ISIDORO PRIVITERA, SOCI FONDATORI NEL 1974 E TANTI ALTRI QUALE L’ONOREVOLE MUSUMECI, L’AVVOCATO TRANTINO, L’ARCHITETTO ALFIO PRIVITERA, L’INGEGNIERE VASTA, IL DOTT. BASILE, IL PROF. RESTUCCIA, IL DOTT. GEREMIA, IL DOTT. BASSO, IL DOTT. DI MAURO, IL DOTT. FRANCHINA E IL PROF. VECCHIO.

DOBBIAMO ESSERE FIERI DI QUESTA PRESTIGIOSA ORGANIZZAZIONE, NATA NEL 1915 A DETROIT IN AMERICA DALL’INCONTRO TRA UN SARTO, IL SIG. PRACE, E IL SIG. BROWN, ORGANIZZATORE DI FRATERNITA’. IN ORIGINE ERA UN CLUB DI PROFESSIONISTI CHE AVEVA COME SCOPO GLI SCAMBI COMMERCIALI E SERVIRE I GIOVANI. DETTA ORGANIZZAZIONE HA COME SERVICE SOSTENERE I BAMBINI NEL MONDO ED E’ PRESENTE IN 96 NAZIONI CON 8000 CLUB E 600MILA ISCRITTI. NEL 1962 SI E’ SPOSTATA FUORI DALL’AMERICA CON UN CLUB NEL MESSICO. NEL 1963 UN PRIMO CLUB A VIENNA. NEL 1968 NASCE IL KIE EUROPEO. NEL 1974 NASCE A CATANIA CON L’ING. PRIVITERA E IL PROF CIONI, QUALCHE ANNO PRIMA NASCE A ROMA. NEL 1987 SONO STATE AMMESSE LE DONNE. DOBBIAMO RISPETTARE IL SERVICE MONDIALE, CIOE’ ELIMINARE IL TETANO NEONATALE NEL MONDO, E ANCHE I SERVICE DISTRETTUALI, DIVISIONALI E LOCALI. IL SERVICE E’ RIVOLTO AI BISOGNI DELLA COMUNITA’, CON AD ESEMPIO L’INTERVENTO NEI DISASTRI AMBIENTALI, VEDI TERREMOTO NELL’ABBRUZZO.

DOBBIAMO CERCARE DI PUNTARE SULLO SVILUPPO DELLE FUTURE GENERAZIONI, ATTIVANDO I CLUB K-KIDS NELLE SCUOLE ELEMENTARI, I BUILDERS CLUBS NELLE SCUOLE MEDIE, I K-CLUB NELLE SCUOLE SUPERIORI, I CLUB CIRCLE-K NELLE UNIVERSITA’ E GLI ACTION CLUB, CLUB FORMATI DA SOGGETTI PORTATORI DI HANDICAP MENTALI E FISICI. RICORDIAMO CHE IL PRIMO K-CLUB FU FONDATO NEL 1925 IN AMERICA. COME NON RICORDARE LA GRANDE CAMPAGNA DI SERVICE PER LA LOTTA ALLE MALATTIE PER CARENZA DI IODIO CHE PORTA A RITARDO MENTALE. IL NOSTRO CLUB SERVE DUNQUE SIA PER RACCOGLIERE FONDI PER I SERVICE, OBIETTIVO PRIMARIO, SIA PER COLTIVARE DELLE AMICIZIE VERE. KIWANIS SIGNIFICA INFATTI, DALLA LINGUA INDIANA OTCHIPEW, CONOSCIAMOCI MEGLIO E FACCIAMOCI CONOSCERE. NON DIMENTICHIAMO MAI LE FINALITA’ DEL KIWANIS, I VALORI UMANI E SPIRITUALI SONO PRIORITARI RISPETTO A QUELLI MATERIALI QUALI IL DIVERTIMENTO O I PRANZI, LA DEONTOLOGIA, IL SERVICE INTERNO TRA NOI CIOE’ L’ATTENZIONE PREMUROSA CHE CIASCUNO DI NOI DEVE AVERE NEI CONFRONTI DEL NOSTRO AMICO KIWANIANO. OGNUNO DI NOI DEVE DARE AL KIWANIS COME I FIUMI DANNO ACQUA AL MARE, E IL MARE GENEROSO CHE E’ IL GRANDE KIWANIS CI RICOMPENSERA’ ABBONDANTEMENTE IN VISIBILITA’, PRESTIGIO, AMICIZIE VERE E IMPORTANTI. DOBBIAMO AVERE UNA CONCEZIONE KENNEDIANA DELLA VITA E DELLA SOCIETA’. CIOE’ NON DOBBIAMO ASPETTARCI DALL’ALTO O DALLO STATO, MA DOBBIAMO NOI DARE ALLO STATO, CIOE’, IN QUESTO CASO, AL KIWANIS. LA NOSTRA MISSION E’ ANCHE COLLABORARE CON LE SCUOLE, CON LA FAMIGLIA E I GIOVANI. DOBBIAMO ESSERE SEMINATORI DI PACE E TRASMETTITORI DI VALORI MORALI, SIA ALL’INTERNO DEL CLUB CHE ALL’ESTERNO. DOBBIAMO AVERE L’ORGOGLIO, LA GIOIA E L’ENTUSIASMO DI ESSERE NEL KIWANIS SENZA ALTRI SCOPI CHE NON QUELLO DI MIGLIORARCI, CONOSCERCI NELLO SPIRITO, COME DICE IL GRANDE POETA GIBRAN. DOBBIAMO ESSERE CAPACI DI SOGNARE E DI FAR SOGNARE.

RINGRAZIO I SOCI DEL MIO CLUB, GLI OFFICERS VECCHI E NUOVI. DOBBIAMO LAVORARE DI PIU’ E CRITICARE DI MENO, OGNUNO DEVE ESSERE LOCOMOTIVA E NON FARSI TRASCINARE DAGLI ALTRI. DOBBIAMO CERCARE DI COLLABORARE CON GLI ALTRI CLUB KIWANIS, MA ANCHE CON GLI ALTRI CLUB QUALI LIONS E ROTARI. NON C’E’ UN CLUB MIGLIORE DELL’ALTRO NE’ UN PRESIDENTE MIGLIORE DELL’ALTRO, NON E’ UNA GARA, OGNUNO E OGNI ANNO HA LE SUE CARATTERISTICHE. QUESTO NON E’ IL MIO ANNO, E’ IL VOSTRO ANNO, DOBBIAMO PENSARE SEMPRE AL BENE COMUNE E ADDOMESTICARCI L’UN CON L’ALTRO. VERA AMICIZIA E’ ACCETTARE I PROPRI DIFETTI E I PROPRI ERRORI E ANCHE ACCETTARE I DIFETTI DEGLI ALTRI. CI DOBBIAMO IMPEGNARE A FAR CRESCERE IL CLUB CON NUOVI SOCI, CHE SIANO DI QUALITA’ E DI SPESSORE CULTURALE. DOBBIAMO RISPETTARE LA TRADIZIONE, ASCOLTARE I CONSIGLI DEL SOCIO CHE HA TANTI ANNI DI MILITANZA NEL KIWANIS, TUTTAVIA ABBIAMO IL DOVERE DI RINNOVARCI, DI STARE AL PASSO CON I TEMPI, CON I PIEDI PER TERRA E CON UN SENSO DI REALTA’. SE IL CLUB NON SI RINNOVA SI HA LA DECADENZA: IL SERPENTE SE NON RINNOVA LA PROPRIA PELLE E’ DESTINATO A MORIRE. DOBBIAMO FARE UN LAVORO DI SQUADRA E OGNI COMPONENTE DEL DIRETTIVO HA IL SUO COMPITO, MA ANCHE OGNI SOCIO HA IL DOVERE DI LAVORARE PER IL BENE COMUNE. IL CLIMA DEL CLUB DEVE ESSERE GIOVIALE E PIENO DI VITALITA’ ED ENTUSIASMO. DOBBIAMO ESSERE ORGOGLISI DEGLI STENDARDI DEL CLUB E DELLE NOSTRE BANDIERE CHE RAPPRESENTANO I VALORI DI LIBERTA’, DI DEMOCRAZIA E DI PROGRESSO. DOBBIAMO RISPETTARE IL PROTOCOLLO FORMALE, ESSERE PRESENTI ALLE MANIFESTAZIONI, CI SARA’ INFATTI UN REGISTRO DI PRESENZE CHE SERVE ANCHE COME DOCUMENTO. PORTARE ALLE RIUNIONI NUOVE IDEE E SUGGERIMENTI. DOBBIAMO ACCOGLIERE GLI OSPITI CON ONORE E CURARE I NUOVI SOCI. INVITO TUTTI ALLA TOLLERANZA, AL RISPETTO DEGLI ALTRI E AL PERDONO. IL KIWANIS E’ UNO, I NUOVI SOCI DEVONO ESSERE DI QUALITA’ MORALI, SOCIALI E CULTURALI.

IN QUESTO MIO ANNO CERCHERO’ DI FARE DELLE MANIFESTAZIONI AD UN COSTO RIDOTTO, CERCANDO DI OTTENERE DELLE SPONSORIZZAZIONI IN MODO CHE PARTE DELLE QUOTE INDIVIDUALI POSSANO SERVIRE AL SERVICE. RINGRAZIO IL DOTT. BASSO PER LA SUA FERMEZZA E SIGNORILITA’ CON CUI HA CONDOTTO IL PRECEDENTE ANNO SOCIALE, COME PURE RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE TUTTO IL MIO DIRETTIVO CHE GIA’ MI STA SUPPORTANDO E SOPPORTANDO, E IN PARTICOLARE IL MIO SEGRETARIO CHE CURA LE MANIFESTAZIONI NEI MINIMI DETTAGLI. SPERO DI ESSERE ALL’ALTEZZA DI TUTTO CIO’ CON L’AIUTO DI TUTTI VOI E MI ALLINEO AGLI OBIETTIVI DEL LUOGOTENENTE GOVERNATORE ROBERTO SUMA E DEL GOVERNATORE FLORIO MAZORCHINI, CIOE’ VISIBILITA’ DEL CLUB E SERVICE COME OBIETTIVO PRIMARIO. DOBBIAMO DARE VOCE AI BAMBINI E DARE VALORE ALL’IMPORTANZA DEL DONO, COME DICE IL PAST-LUOGOTENENTE GARAFFO. DOBBIAMO ESSERE DA INTERFACCIA CON GLI ALTRI ENTI, MA INFINE DOBBIAMO ESSERE UN CLUB DI ECCELLENZA E DI STILE. COME VEDETE, STASERA HO VOLUTO METTERE NEL PASSAGGIO DELLA CAMPANA DEI PASSAGGI DI MUSICALI DI MUSICA CLASSICA CHE ALLIETANO ED ELEVANO IL NOSTRO SPIRITO. PUNTARE INOLTRE ALL’OBIETTIVO SULLA FORMAZIONE DEI SOCI E ANCHE DEI LORO FAMILIARI IN MODO DA CREARE LEADERS KIWANIANI E OFFICERS. DURANTE IL MIO ANNO ACCETTERO’ CRITICHE COSTRUTTIVE E SUGGERIMENTI. SICURAMENTE QUALCHE VOLTA SBAGLIERO’, MA VI PREGO FATEMELO NOTARE. FARO’ DELLE MANIFESTAZIONI CULTURALI E DI SOLIDARIETA’. INOLTRE CERCHERO’ DI ATTIVARE UN CLUB K-KIDS, DI FARE ALMENO UN GEMELLAGGIO CON UN ALTRO CLUB FUORI PROVINCIA. NELL’ANNO CI SARANNO DELLE MANIFESTAZIONI CULTURALI ABBINATE A GITE E CONFERENZE DI ATTUALITA’ GRADITE AI SOCI. CERCHEREMO INOLTRE DI FARE DEI PROGETTI PER I BAMBINI, QUALI AD ESEMPIO UN CONCERTO DI BENEFICENZA PER I BAMBINI AFFETTI DA NEOPLASIE O UNA VISITA IN REPARTO NEL PERIODO NATALIZIO PORTANDO LORO DEI DONI. NELL’ANNO CI SARA’ PROBABILMENTE UNA GITA ALL’ESTERO CON UN POSSIBILE GEMELLAGGIO. INOLTRE E’ PREVISTA UN VIAGGIO A ROMA CON UDIENZA DEL PAPA. RIGUARDO IL PRIMO TRIMESTRE OTTOBRE-DICEMBRE FAREMO UNA CONFERENZA SUL BULLISMO FUORI CATANIA, UNA GITA-CONFERENZA SUI PRODOTTI TIPICI DELLA SICILIA OPPURE UNA GITA A PIAZZA ARMERINA, INOLTRE UNA CONFERENZA SULLA CRISI ECONOMICA. INFINE CERCHEREMO DI ORGANIZZARE UN MAGNIFICO CAPODANNO A TAORMINA CON TUTTI I SOCI ALLARGATO ANCHE AGLI ALTRI CLUB. STASERA CI SARA’ UN SORTEGGIO DI UN QUADRO D’AUTORE DEL PITTORE MALACARNE (SEROGRAFIA POLICROMATICA) REGALATOMI DALLA CORNICERIA STURIALE DI VIA UMBERTO. VI PREGO DI COMPRARE IL BIGLIETTO DI 5 EURO E LA SOMMA RACCOLTA ANDRA’ DEVOLUTA AL SERVICE ELIMINATE INTERNAZIONALE DEL KIWANIS. COME DICE IL TALMUD, IL MASSIMO LIBRO SPIRITUALE DELLA CULTURA EBRAICA “TUTTO E’ SCRITTO”. GRAZIE A QUESTA MERAVIGLIOSA AVVENTURA CHE E’ LA VITA.

ENRICO LA DELFA .

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 14 Febbraio 2012 21:54)